Se hai subito un incidente stradale e hai dovuto affrontare cure mediche, devi sapere che non devi pagare di tasca tua tutto. In Italia, la legge ti tutela: le spese mediche necessarie per guarire dalle lesioni causate dall'incidente devono essere rimborsate. Non importa se sei andato in un ospedale pubblico o in una clinica privata. L'importante è che le cure siano state prescritte, necessarie e documentate.
Cosa viene esattamente rimborsato?
Non si tratta solo di una visita dal medico. Il risarcimento copre un intero percorso di recupero. Ecco cosa puoi chiedere di essere rimborsato:
- Visite specialistiche (ortopedico, neurologo, fisiatra, ecc.)
- Esami diagnostici: radiografie, TAC, risonanze magnetiche, ecografie
- Farmaci prescritti dal medico, anche quelli non coperti dal SSN
- Fisioterapia e riabilitazione: sessioni di terapia, trattamenti per il recupero della mobilità, esercizi guidati
- Ricoveri ospedalieri, anche brevi
- Interventi chirurgici necessari per riparare danni causati dall'incidente
- Dispositivi medici: tutori, stampelle, protesi, corsetti, scarpe ortopediche
- Trasporti sanitari: ambulanza o taxi autorizzato per spostamenti legati alle cure
La fisioterapia, per esempio, non è un extra. È parte integrante della cura. Se il tuo medico ti ha prescritto 20 sedute di riabilitazione per il ginocchio lesionato nell’incidente, quelle 20 sedute sono rimborsabili. Non importa se le hai fatte in una struttura privata: la legge non ti punisce per aver scelto di non aspettare mesi in una lista d’attesa pubblica.
Perché la documentazione è tutto?
Senza carta, non hai diritto. Punto. L’assicurazione non rimborsa “forse”, “credo” o “mi hanno detto”. Devi avere:
- Fatture o ricevute originali, con nome e cognome del paziente, data e descrizione del servizio
- Referti medici che collegano chiaramente il trattamento all’incidente
- Certificati di diagnosi rilasciati da medici o strutture sanitarie
- Prescrizioni scritte del medico curante o dello specialista
Se hai pagato 300 euro per una risonanza magnetica, ma non hai il referto che dice “lesione del menisco conseguente a trauma contusivo del 12 gennaio 2026”, l’assicurazione può rifiutare. Non è un capriccio. È la legge. Il nesso causale tra l’incidente e la cura deve essere evidente, chiaro e scritto.
Posso andare in clinica privata?
Sì, e ti conviene. Molti pensano che se vanno in una struttura privata, l’assicurazione non li rimborsi. È falso. La legge italiana (sentenza della Cassazione n. 12690/2013) dice chiaramente: puoi scegliere dove curarti, anche se non è il tuo ospedale pubblico di riferimento. Se il SSN non ti dà appuntamenti entro tempi ragionevoli, o se hai bisogno di un trattamento urgente che in ospedale non puoi avere, puoi rivolgerti a un medico privato.
La compagnia assicurativa deve rimborsarti l’intero importo, senza riduzioni. Non puoi essere penalizzato per aver scelto una cura più rapida o più efficace. La chiave? Dimostrare che la scelta era necessaria. Se il tuo fisioterapista privato ti ha fatto 15 sedute in 3 settimane e hai recuperato la mobilità, mentre in ospedale ti avrebbero messo in lista per 4 mesi, questo è un elemento a tuo favore. Tieni un diario: “15/01/2026: appuntamento con Dr. Rossi, trattamento per lombalgia post-incidente. Attesa in ospedale: 120 giorni”.
C’è un limite al rimborso?
Sì, ma non è quello che pensi. C’è un accordo tra le compagnie assicurative (UNESPA) e il Servizio Sanitario Nazionale: fino a 9.360 euro, le spese mediche sono coperte direttamente dall’assicurazione del responsabile. Oltre questa soglia, i costi passano al SSN. Ma attenzione: questo non significa che tu possa ricevere solo 9.360 euro di rimborso.
Se le tue cure costano 15.000 euro, l’assicurazione paga i primi 9.360, e il resto lo copre il Servizio Sanitario. Tu non paghi nulla. Non devi fare domande, non devi chiedere permessi. È un meccanismo automatico tra enti. Tu devi solo curarti e tenere i documenti. Se ti chiedono di pagare una parte, stai sbagliando qualcosa. Chiedi chiarimenti.
Cosa succede se non hai la polizza?
Se sei la vittima e non sei tu il responsabile, non ti riguarda. Il rimborso viene dalla compagnia dell’automobilista che ti ha colpito. Anche se l’altro guidatore non aveva l’assicurazione, in Italia c’è il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. È un fondo pubblico che paga i danni quando l’assicurazione manca o è sconosciuta. Devi fare richiesta entro 2 anni dall’incidente, ma non devi preoccuparti: se hai fatto le cure, hai diritto.
Quanto tempo ho per chiedere il rimborso?
Dipende da come è stato classificato l’incidente. Se è un semplice sinistro stradale, hai 2 anni per agire (articolo 2947 del Codice Civile). Se invece l’incidente è stato considerato reato (per esempio, guida in stato di ebbrezza o fuga), il termine si allunga a 5 anni. Non aspettare. I documenti si perdono, i medici si trasferiscono, le fatture si smarriscono. Agisci subito.
La visita medico-legale: perché è fondamentale?
Prima di chiedere il rimborso, fai una visita medico-legale. Non è un extra. È obbligatoria per ottenere il massimo risarcimento. Questa visita, fatta da un medico abilitato dal tribunale, stabilisce l’entità dei tuoi danni, la durata della riabilitazione e le cure future che ti serviranno. Se hai un dolore cronico alla spalla, o una limitazione permanente, questo esame lo documenta ufficialmente. E ti permette di chiedere non solo le spese già sostenute, ma anche quelle future: per esempio, una protesi che ti servirà tra 5 anni, o una terapia a lungo termine.
Il medico legale scrive una relazione che diventa prova in giudizio. E se l’assicurazione prova che le tue cure non erano necessarie, questa relazione è la tua difesa.
Cosa non viene rimborsato?
Non tutto ciò che è medico è rimborsabile. Ecco cosa esclude la legge:
- Trattamenti estetici non legati al trauma (es. chirurgia plastica per migliorare un aspetto, non per riparare un danno)
- Integratori alimentari o terapie alternative non riconosciute (omeopatia, agopuntura se non prescritta da un medico e non documentata come parte di un piano terapeutico ufficiale)
- Spese per viaggi, hotel o soggiorni non strettamente legati alle cure (es. un viaggio in montagna per “riposo”)
- Spese per cure non prescritte o auto-somministrate
Se hai comprato una crema da 150 euro su Amazon perché “l’ha consigliata un amico”, non la rimborsano. Se il tuo fisiatra ha prescritto un unguento specifico per la rigenerazione dei tessuti, e lo hai comprato in farmacia con la ricetta, sì.
Come si fa la richiesta?
Segui questi 5 passi:
- Conserva ogni documento: fatture, referti, prescrizioni, certificati. Fai una copia digitale e una cartacea.
- Fai una visita medico-legale entro 30 giorni dall’incidente (o al più presto possibile).
- Compila il modulo di richiesta rimborso della compagnia assicurativa (lo trovi sul loro sito o lo richiedi per telefono).
- Invia tutto insieme: modulo, documenti, copia del verbale dell’incidente, eventuale denuncia ai carabinieri.
- Attendi risposta entro 60 giorni. Se non arriva, invia una raccomandata con avviso di ricevimento.
Non mandare documenti scritti a mano. Non usare foto di scontrini. Usa solo copie autentiche. Se l’assicurazione ti chiede qualcosa in più, chiedi per iscritto: “Su quale norma si basa questa richiesta?”. Spesso, ti risponderanno con un silenzio.
Se l’assicurazione rifiuta?
Non arrenderti. La maggior parte dei rifiuti iniziali sono sbagliati. Puoi:
- Chiedere una seconda valutazione medico-legale
- Contattare l’associazione dei consumatori (Altroconsumo, Codacons)
- Presentare un ricorso al Tribunale Civile
Non devi pagare un avvocato per iniziare. Il Fondo di Garanzia e le associazioni dei consumatori offrono consulenza gratuita. E se hai diritto, la legge ti sostiene.
Il principio è semplice: devi essere riparato, non penalizzato
La legge italiana non ti vuole in difficoltà. Ti vuole guarire. Il rimborso delle spese mediche non è un privilegio. È un diritto. E non devi essere un esperto per ottenerlo. Devi solo essere preciso, organizzato e determinato. Tieni tutto. Chiedi sempre. Non fidarti delle risposte orali. Scrivi tutto. E se qualcuno ti dice “non si può”, chiedi: “Perché? Su quale articolo?”.
Perché alla fine, non si tratta di soldi. Si tratta della tua salute. E la tua salute non ha un prezzo. Ma in Italia, ha un diritto.
Posso chiedere il rimborso anche se ho usato il Servizio Sanitario Nazionale?
Sì, puoi. Anche se hai usato il SSN, puoi chiedere il rimborso delle spese che hai sostenuto personalmente: farmaci non coperti, trasporti, dispositivi medici, o eventuali ticket non rimborsati. Il SSN non ti paga, ma l’assicurazione del responsabile sì. Devi solo conservare le fatture e i referti che dimostrano l’origine dell’incidente.
Se l’incidente è stato causato da un motociclista, vale lo stesso?
Sì, vale esattamente lo stesso. La legge italiana tutela tutte le vittime di incidenti stradali, indipendentemente dal tipo di veicolo coinvolto. Se un motociclista ti ha colpito, l’assicurazione del motociclista è obbligata a risarcirti, con le stesse regole applicabili alle automobili. Non importa se sei stato in bicicletta, a piedi o in auto: il diritto al rimborso è uguale.
Cosa succede se non ho il verbale dell’incidente?
Senza verbale, è più difficile, ma non impossibile. Puoi comunque chiedere il rimborso se hai altre prove: testimonianze, foto, video, referti medici che attestano il danno in un lasso di tempo immediatamente successivo all’incidente, o la denuncia ai carabinieri. Il giudice valuta la coerenza complessiva. Non serve un verbale perfetto, ma una storia credibile e documentata.
Posso chiedere il rimborso per le cure dei miei familiari che mi hanno aiutato?
No, le spese dei familiari non sono rimborsabili. Ma se un familiare ha perso giorni di lavoro per prendersi cura di te, puoi chiedere il risarcimento per la perdita di guadagno. Non per le spese mediche di lui, ma per il tempo che ha perso. Devi dimostrare che l’assistenza era indispensabile e che lui ha subito un danno economico.
Il rimborso include anche le spese per la casa, se non posso più salire le scale?
Sì, se l’incidente ti ha reso impossibile vivere nella tua casa come prima (es. non puoi più salire le scale a causa di una frattura al femore), puoi chiedere il rimborso per le modifiche strutturali: rampe, ascensori, bagni accessibili. Queste spese sono considerate “necessarie per la riabilitazione” e sono coperte. Devi però avere una relazione medico-legale che le attesti come indispensabili.