Candele di accensione: cosa sono e perché contano
Se la tua auto fatica ad avviarsi al mattino, fa strappi in accelerazione o accende la spia del motore, la colpa potrebbe non essere del carburante o della batteria, ma delle candele. Sono piccole, quasi invisibili, ma sono quelle che danno il via alla combustione. Senza di loro, il motore non parte. Eppure, molte persone le dimenticano fino a quando non succede qualcosa di grave.
Nelle auto a benzina, le candele creano una scintilla elettrica che accende la miscela di aria e carburante dentro il cilindro. È un processo semplice, ma cruciale. Ogni volta che premi l’acceleratore, è la candela che fa partire la reazione. Nei motori diesel, invece, non si chiamano candele, ma candelette di preriscaldo. E funzionano in modo completamente diverso.
Quando sostituire le candele nelle auto a benzina
Non esiste una regola universale, ma ci sono linee guida chiare. Se hai un’auto degli anni 2000 o prima, probabilmente le candele vanno cambiate ogni 15.000-20.000 km. Ma se la tua macchina è più recente, potresti non doverle toccare fino a 60.000 km, o anche oltre.
La differenza sta nei materiali. Le candele vecchie, in nichel, si consumano in fretta. Quelle moderne, con elettrodi in platino o iridio, durano molto di più. L’iridio è più resistente al calore e all’usura, e permette di usare elettrodi più sottili, che fanno scintille più precise e stabili. Per questo, su molte auto nuove - anche city-car - le candele vengono già montate in iridio dal costruttore.
Un intervallo comune oggi è tra i 40.000 e i 60.000 km. Ma alcuni modelli premium, con tecnologie avanzate, arrivano a 80.000-100.000 km. Non è un errore: è la tecnologia che ha fatto il suo corso. Tuttavia, se guidi principalmente in città, con tanti avviamenti a freddo e traffico, le candele si logorano più in fretta. In quel caso, anche una vettura moderna potrebbe aver bisogno di attenzione prima dei 50.000 km.
Le candelette diesel: non sono candele, e non si sostituiscono come le altre
Qui c’è un equivoco comune. Molti pensano che i motori diesel abbiano le stesse candele delle auto a benzina. Non è vero. I diesel non hanno scintille. Accendono il gasolio per compressione: l’aria viene compressa fino a diventare così calda da far esplodere il carburante. Ma quando fa freddo, l’aria non si scalda abbastanza. Ecco l’uso delle candelette.
Le candelette sono piccoli riscaldatori che si attivano prima dell’avviamento. Scaldano la camera di combustione per pochi secondi, così il gasolio può accendersi subito. Non sono mai in funzione durante la marcia. E non si consumano come le candele di accensione.
Per questo, non c’è un intervallo fisso di sostituzione. In auto moderne, il sistema di bordo monitora lo stato delle candelette. Se una si guasta, ti avvisa con un messaggio sul cruscotto: “Candeletta difettosa” o un codice di errore. Allora vai dal meccanico. Non aspettare che l’auto non parta più al mattino. In alcune vetture, le candelette possono durare anche 80.000 km, ma non è una regola. Dipende dal tipo di iniezione, dal clima e da quanto spesso usi l’auto in inverno.
Sintomi che ti dicono che è ora di cambiarle
Non aspettare che il motore si blocchi. Ci sono segnali precoci che non puoi ignorare:
- Difficoltà ad avviare l’auto, soprattutto al freddo
- Minimo irregolare: il motore trema quando sei in folle
- Strappi o mancate accensioni durante l’accelerazione
- Consumo di carburante che sale senza motivo
- Spia del motore accesa con codici come P0300, P0301, P0302 (mancate accensioni nei cilindri)
Se vedi uno di questi segnali, non è un problema di benzina o di filtro. È un problema di accensione. E se lo trascuri, rischi di danneggiare il catalizzatore, che costa molto di più di un set di candele.
Come controllarle prima di sostituirle
Non serve cambiare le candele ogni volta che superi un chilometraggio. Puoi controllarle ogni 10.000-15.000 km. Basta togliere una candela, ispezionarla e pulirla se necessario. Se l’elettrodo è coperto di fuliggine, è segno di miscela troppo ricca. Se è eroso o con depositi bianchi, è troppo caldo. Se ha crepe nel isolatore, va sostituita subito.
Un meccanico usa una chiave specifica, con snodo e dinamometrica, per non rompere la testa del cilindro. Il gap tra gli elettrodi deve essere preciso: tra 0,7 e 1,1 mm, a seconda del motore. Se non lo controlli, la scintilla sarà troppo debole o troppo forte, e il motore non funziona bene.
Costi e cosa comprare
Le candele per benzina costano tra 5 e 15 euro l’una. Un set completo (4 o 6 pezzi) ti costa tra 30 e 80 euro. Se scegli iridio, paghi di più, ma ti dura il doppio. Le candelette diesel sono più costose: un set da 4 pezzi può arrivare a 100 euro, e la manodopera aggiunge altri 50-80 euro perché richiedono più tempo per essere rimosse e montate.
Marchi come Bosch, NGK e Denso sono quelli più affidabili. Non risparmiare sulle candele: quelle economiche, spesso senza marchio, si consumano in fretta e possono danneggiare il motore. Sono componenti critici. Non sono accessori.
Le auto a GPL: attenzione extra
Se la tua auto è a GPL, le candele sono ancora più importanti. Il gas brucia in modo diverso dal benzina: richiede una scintilla più potente e precisa. Per questo, molti meccanici consigliano di usare candele in platino o iridio, anche su auto più vecchie. E di controllarle più spesso. Non rimandare mai un controllo: un motore GPL ha bisogno di un’accensione perfetta. Altrimenti, perdi potenza, consumi di più e rischi di rovinare l’impianto.
La regola d’oro: segui il libretto
Non importa cosa leggi su internet, non importa cosa ti dice il meccanico di fiducia. L’unica fonte affidabile è il libretto di uso e manutenzione della tua auto. È lì che il costruttore indica esattamente quando cambiare le candele, quale tipo usare, e a quale gap regolarle.
Se non lo hai più, cerca il manuale online con il numero di targa o il codice motore. Ogni modello ha le sue esigenze. Una Fiat Panda 1.0 benzina del 2020 ha candele in iridio da 100.000 km. Una Toyota Corolla del 2015 potrebbe richiedere il cambio a 60.000 km. E una VW Golf diesel del 2018 potrebbe non avere un intervallo, ma solo un avviso di guasto.
Il futuro: meno sostituzioni, più monitoraggio
La tecnologia sta cambiando anche questo. Oggi, le auto più nuove monitorano lo stato delle candele in tempo reale. Non devi più contare i chilometri. Devi solo ascoltare la macchina. Se ti avvisa, vai. Se non ti avvisa, puoi guidare tranquillo.
Nei motori diesel, questo è già realtà. Nei benzina, sta diventando standard. Entro il 2026, quasi tutte le auto nuove avranno sistemi che ti dicono esattamente quando una candela sta per fallire. Non più sostituzioni a scadenza fissa. Solo interventi mirati. È più efficiente, più economico, e meno inquinante.
Se non sai cosa fare
Se sei in dubbio, vai da un meccanico serio. Fai controllare le candele insieme al cambio dell’olio. È un controllo veloce, che non costa quasi nulla. E ti salva da guasti più gravi. Non aspettare che l’auto non parta. Non aspettare che la spia si accenda. Fai un controllo preventivo. È l’unico modo per tenere il motore in salute senza spendere un patrimonio.