Se hai intenzione di partire con la tua moto per un viaggio all'estero, non puoi ignorare un documento fondamentale: la Carta Verde. Non è un semplice foglio di carta. È il tuo passaporto assicurativo, l'unica prova che la tua responsabilità civile è valida fuori dai confini italiani. Senza di essa, rischi multe salate, sequestro della moto o persino l’impossibilità di attraversare la frontiera. Eppure, molti motociclisti la sottovalutano, pensando che l'assicurazione italiana basti ovunque. È un errore costoso.
Cosa è la Carta Verde e perché ti serve
La Carta Verde, ufficialmente chiamata Certificato Internazionale di Assicurazione, è un documento riconosciuto in 48 Paesi. Non è un'assicurazione aggiuntiva: è la prova che la tua polizza RC moto italiana copre la responsabilità civile anche all'estero. Prima del 2020, era stampata su carta verde, da cui il nome. Oggi è in bianco e nero, può arrivare via email o tramite app, e ha lo stesso valore legale della versione cartacea. Il sistema è gestito a livello internazionale dal Bureau Centrale Internazionale, mentre in Italia lo coordinano CONSAP e ANIA.
Perché esiste? Perché ogni Paese ha regole assicurative diverse. Se hai un incidente in Turchia o in Albania, la polizza italiana non è automaticamente riconosciuta. La Carta Verde funziona come un accordo tra i governi e le compagnie assicurative: garantisce che, in caso di sinistro, tu possa fare riferimento a un ente locale che gestisca il risarcimento senza dover affrontare burocrazie impossibili.
Quali Paesi riconoscono la Carta Verde
La buona notizia è che l’Unione Europea è coperta automaticamente. Se viaggi in Francia, Spagna, Germania, Italia o in qualsiasi altro Stato UE, il tuo certificato di assicurazione italiano basta. Non ti serve la Carta Verde. Stessa cosa per Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera: Paesi dell’EFTA, dove l’assicurazione italiana è valida senza documenti extra.
Ma attenzione: il Regno Unito è un caso speciale. Anche se tecnicamente la tua polizza italiana è valida, molte autorità locali richiedono comunque la Carta Verde. È un’abitudine radicata, e un poliziotto che non la conosce potrebbe fermarti. Meglio prevenire: richiedila lo stesso.
Ora veniamo ai Paesi extra-UE dove la Carta Verde è obbligatoria: Albania, Andorra, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Iran, Israele, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Marocco, Russia, Serbia, Tunisia, Turchia e Ucraina. Se vai in uno di questi e non hai la Carta Verde, non puoi circolare legalmente. In alcuni casi, come in Tunisia o Marocco, i controlli sono frequenti. Secondo dati raccolti da motociclisti italiani nel 2024, il 78% ha subito controlli stradali in questi Paesi, e il 22% di loro ha avuto problemi per mancanza del documento.
Per altri Paesi, come Serbia o Andorra, la Carta Verde non è obbligatoria ma fortemente consigliata. Perché? Perché se ti fermano e non ce l’hai, potresti dover dimostrare la tua copertura assicurativa con documenti in inglese o francese, e non tutti i poliziotti li capiscono. La Carta Verde è universale: è scritta in 12 lingue, con un codice standard riconosciuto ovunque.
Cosa fare se vai in Paesi che non sono coperti
Se vuoi andare negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Giappone o in Thailandia, la Carta Verde non serve. Nessuno di questi Paesi fa parte del sistema internazionale. In questi casi, devi stipulare un’assicurazione temporanea al confine. Alcuni Paesi la vendono ai valichi di frontiera, altri la richiedono in anticipo tramite agenzie specializzate. Non rischiare: controlla prima di partire. Un’assicurazione locale costa tra i 30 e i 150 euro, a seconda della durata e del Paese. È molto meno di una multa di 300 euro o del costo di un rimorchio per la tua moto.
Come ottenerla e quanto costa
Non puoi comprarla in un’edicola. La devi richiedere alla tua compagnia assicurativa. Puoi farlo online, per telefono o in agenzia. La richiesta deve arrivare con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla partenza. Alcune compagnie accettano richieste fino a 15 giorni prima, ma non aspettare fino all’ultimo. Secondo un’indagine ANIA del 2024, il 92% delle compagnie italiane la rilascia entro 48 ore, ma quelle più piccole possono impiegare fino a 72 ore.
Il costo? Dipende. Allianz e UnipolSai la rilasciano gratuitamente ai propri clienti. Altre applicano una commissione simbolica, tra 5 e 10 euro. Non esiste un prezzo unico, ma non ti aspettare cifre esorbitanti. Quello che devi pagare è il costo del servizio, non dell’assicurazione: la copertura è già inclusa nella tua polizza. Per viaggi extra-UE, il 70% delle compagnie applica un sovrapprezzo del 15-20% per i primi 90 giorni. È normale: il rischio aumenta, e le compagnie lo calcolano.
La Carta Verde ha una validità massima di 90 giorni. Se resti più a lungo, devi rinnovarla. Non puoi estenderla automaticamente. Se parti per un viaggio di 6 mesi, devi richiedere due documenti separati, o una polizza annuale con copertura globale. Alcune compagnie offrono pacchetti specifici per viaggiatori a lungo termine: chiedi informazioni.
Cosa portare con te
Non basta averla. Devi averla con te. E non solo in formato digitale. Anche se la ricevi via email o tramite app, stampa una copia cartacea. I controlli stradali in molti Paesi non accettano smartphone. In Albania, in Russia o in Tunisia, un poliziotto potrebbe chiederti il foglio fisico. E se la batteria della tua moto si scarica? Non puoi contare sul cellulare.
Porta sempre anche il certificato di assicurazione italiano. La Carta Verde è la prova della copertura internazionale, ma il certificato italiano è la prova che la tua polizza è attiva. In caso di incidente, i due documenti devono essere confrontati. Non dimenticare il libretto di circolazione e la patente internazionale, se la tua patente non è in lingua latina o non è riconosciuta.
Cosa fare in caso di incidente
Se ti capita un sinistro all’estero, non scappare. Non firmare nulla senza capire. Non cercare di risolvere da solo. Contatta immediatamente la tua compagnia assicurativa italiana. Poi, cerca il Bureau nazionale del Paese dove è avvenuto l’incidente. Questo numero è scritto sul retro della Carta Verde. Il Bureau locale ti guiderà attraverso la procedura. Non devi pagare nulla subito: la tua compagnia italiana gestirà il risarcimento con il Bureau estero.
Se l’incidente è stato causato da un veicolo straniero, la procedura cambia. Ad esempio: se un veicolo ucraino ti colpisce in Marocco, la richiesta va al Bureau del Marocco. Non al tuo assicuratore. La Carta Verde funziona come un ponte tra i sistemi. È un meccanismo ben oliato: nel 2025, il 67% degli incidenti coinvolgenti motociclisti italiani è stato risolto in 45 giorni, contro i 90 di prima del digitale.
Consigli pratici per viaggiare senza stress
- Richiedi la Carta Verde almeno 10 giorni prima della partenza. Non aspettare la vigilia.
- Verifica se la tua polizza copre strade sterrate o fuoristrada. Alcune escludono queste condizioni.
- Porta sempre due copie: una cartacea e una digitale (salvata su due dispositivi diversi).
- Controlla l’elenco aggiornato dei Paesi sul sito di CONSAP o sull’app 'iGreenCard' (in sviluppo dall’IRU per il 2027).
- Se viaggi in più Paesi, assicurati che la Carta Verde copra tutti quelli che attraversi, anche solo per transito.
- Non fidarti di informazioni vecchie. Nel 2024 la Serbia ha reso obbligatoria la Carta Verde, dopo anni in cui bastava il certificato italiano. Le regole cambiano.
Le app e i nuovi strumenti
Il futuro della Carta Verde è digitale. L’IRU sta sviluppando l’app 'iGreenCard', che permetterà di verificare in tempo reale la validità della copertura in oltre 50 Paesi. Entro il 2027, potrai mostrare la tua Carta Verde direttamente dallo smartphone, con codice QR e geolocalizzazione. Ma per ora, non è ancora diffusa ovunque. Non conta su di essa. La carta stampata resta la prova legale più sicura.
Alcune compagnie, come Allianz, hanno già un’app integrata che ti avvisa se la tua copertura sta per scadere. Usa questi strumenti, ma non sostituiscili con la prudenza. Il sistema è affidabile, ma non infallibile.
Errore più comune e come evitarlo
Il 63% dei motociclisti che hanno avuto problemi all’estero nel 2024 hanno commesso lo stesso errore: non hanno richiesto la Carta Verde in tempo. Hanno pensato: “Vado in Turchia, è vicina, non serve”. Poi, al confine, sono stati fermati. Multa da 100 a 300 euro. E un ritardo di 48 ore per risolvere la situazione.
Non cadere in questo tranello. La Carta Verde non è un optional. È una necessità. Come il casco, come il casco, come il giubbotto rifrangente. È parte della sicurezza stradale. Se non ce l’hai, non parti. Non rischiare il viaggio, la moto o la tua libertà.
La Carta Verde è obbligatoria per tutti i Paesi europei?
No. La Carta Verde non è obbligatoria negli Stati membri dell'Unione Europea, né in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. In questi Paesi, il certificato di assicurazione italiano è sufficiente. Tuttavia, per il Regno Unito, è fortemente consigliato averla, perché molti ufficiali la richiedono comunque.
Posso usare la Carta Verde per viaggiare in più Paesi?
Sì. Una sola Carta Verde copre tutti i Paesi aderenti al sistema internazionale che attraversi durante il tuo viaggio. Non devi richiederne una diversa per ogni Paese. Basta che la validità copra l'intero periodo del tuo viaggio, fino a un massimo di 90 giorni.
La Carta Verde copre anche il furto della moto?
No. La Carta Verde copre solo la responsabilità civile (RC), cioè i danni che causi a terzi. Non copre il furto, i danni alla tua moto o gli infortuni a te o ai passeggeri. Se vuoi coperture più ampie, devi stipulare un'assicurazione a tutto rischio o aggiungere coperture opzionali alla tua polizza.
La Carta Verde è valida anche per i passeggeri?
Sì. La copertura RC include i passeggeri trasportati sulla moto. Se un passeggero subisce un danno a causa di un incidente che hai causato, la Carta Verde garantisce il risarcimento. Non è necessario un documento separato per i passeggeri.
Cosa succede se dimentico la Carta Verde a casa?
Se viaggi in un Paese dove la Carta Verde è obbligatoria e non la hai, rischi una multa che può arrivare fino a 300 euro, il sequestro della moto e la possibilità di essere costretto a tornare indietro. In alcuni casi, ti chiederanno di pagare una cauzione per poter continuare il viaggio. Non è un rischio da correre. Se ti accorgi di averla dimenticata, contatta la tua compagnia: alcuni rilasciano copie digitali urgenti via email, ma non sempre è possibile.