Assicurazione temporanea per prova su strada di auto usata: tutto ciò che devi sapere nel 2026

Assicurazione temporanea per prova su strada di auto usata: tutto ciò che devi sapere nel 2026

Se hai mai provato un’auto usata in concessionaria, ti sei mai chiesto come faccia quella vettura a circolare sulla strada senza essere assicurata? La risposta è semplice: assicurazione temporanea per prova su strada. Ma non è un’opzione accessibile a tutti. È uno strumento specifico, nato per risolvere un problema normativo che per anni ha bloccato le vendite di auto usate in Italia. Oggi, nel 2026, è diventato un pilastro del business delle concessionarie, ma molti ancora lo confondono con le polizze tradizionali o con le targhe prova per veicoli nuovi.

Cos’è davvero l’assicurazione temporanea per prova su strada

Non è un’assicurazione generica. Non serve per guidare un’auto che hai appena comprato all’estero. Non è neppure una copertura per privati che vogliono testare un’auto prima dell’acquisto. È un prodotto esclusivamente professionale, pensato per le concessionarie che devono far provare ai clienti veicoli già immatricolati ma non ancora assicurati con una polizza annuale.

Prima del 2021, la legge italiana impediva di usare la targa prova su auto già immatricolate. Se un’auto era stata venduta, poi restituita o fermata in magazzino, non poteva più circolare senza una polizza attiva. E se la polizza era scaduta? Niente prova su strada. Niente vendite. E la Polizia Stradale poteva sanzionare fino a 849 euro per circolazione senza assicurazione. Era un blocco totale.

Tutto è cambiato con il Decreto Infrastrutture n. 121 del 10 settembre 2021. Ha aperto la porta a un’idea rivoluzionaria: la targa prova può essere applicata anche a veicoli già immatricolati. E con essa, è nata la necessità di un’assicurazione che coprisse solo il periodo della prova. Non più 12 mesi. Non più pagamenti fissi. Ma un’assicurazione che dura 1, 3, 7 o 30 giorni, attivabile in poche ore.

Come funziona la targa prova oggi

La targa prova non è una semplice etichetta. Ha un formato preciso: due lettere, seguite da una P più piccola, e altri cinque caratteri alfanumerici. Esempio: AB p 01234. Questa targa non sostituisce la targa originale del veicolo. La lascia intatta. La sovrappone temporaneamente.

La sua validità è di un anno, ma la copertura assicurativa legata a essa può durare al massimo 30 giorni. E qui sta il punto chiave: se l’auto è già immatricolata, l’assicurazione che copre la prova è quella del veicolo, non della targa. Ma se il veicolo non ha assicurazione? Allora si attiva una polizza temporanea che copre la targa prova, non il veicolo.

Questa distinzione è cruciale. Molti concessionari si sono ritrovati multati perché pensavano che la targa prova fosse sufficiente. Non lo è. Serve sempre una copertura assicurativa. E quella temporanea è l’unica che funziona in questo caso.

Chi può usarla e come attivarla

Questa assicurazione non è per i privati. È un prodotto B2B. Solo le concessionarie iscritte a Italia Bilanci e Federauto possono richiederla. Devono avere una partita IVA attiva e documenti del veicolo in regola.

Il processo di attivazione è veloce, ma non immediato. Alcune compagnie, come Nobis e Genertel, offrono copertura entro 24 ore. Altre richiedono 48 ore. La documentazione richiesta è minima: copia del documento del richiedente, partita IVA, carta di circolazione e libretto di manutenzione.

Il costo? Non è fisso. Dipende dalla durata. Una polizza di 30 giorni può costare tra 80 e 150 euro. Ma se la prendi per 5 giorni? Potrebbe costarti 40-70 euro. Confronta con una polizza annuale: 650-1.250 euro l’anno. Quindi, per una prova, paghi meno di un decimo del costo annuale. È un risparmio enorme per chi vende auto usate.

Concessionaria con 50 auto usate, solo tre illuminate da auree di assicurazione temporanea, sfondo serale con motivi floreali.

Perché è meglio della polizza annuale

Perché una concessionaria dovrebbe scegliere questa assicurazione invece di tenere un’assicurazione annuale su ogni auto in magazzino? La risposta è semplice: efficienza e costi.

Immagina una concessionaria con 50 auto usate in esposizione. Se ogni auto avesse una polizza annuale, spenderebbe almeno 32.500 euro l’anno. Con le assicurazioni temporanee, attiva la copertura solo quando un cliente prova un’auto. E se nessuno prova un’auto per due settimane? Nessun costo. Il risparmio è tangibile.

Inoltre, evita il rischio di polizze scadute. Con le polizze tradizionali, devi ricordarti di rinnovare ogni anno. Con quelle temporanee, la copertura parte solo quando la attivi. Non ci sono dimenticanze. Non ci sono sanzioni.

Le alternative e perché non funzionano

C’è chi pensa di usare l’RC auto sospendibile. O una polizza da 5 giorni per privati. Ma queste soluzioni non sono legali in questo contesto.

L’RC auto sospendibile serve per chi ha un’auto che usa solo in estate o per vacanze. Non per veicoli in vendita. Le polizze da 5-15 giorni per privati non coprono le attività commerciali. E se la Polizia Stradale ti ferma con una targa prova e una polizza privata? Ti multa. Perché la polizza non è legata alla targa prova, ma al veicolo. E il veicolo non è assicurato per uso commerciale.

La polizza temporanea per prova su strada è l’unica che rispetta la normativa. È l’unica che ha il riconoscimento ufficiale dell’IVASS. E l’unica che ha superato la prova dei tribunali.

Quali sono i rischi e come evitarli

Non è tutto perfetto. Ci sono due rischi principali.

Il primo: complessità normativa. Anche se il Decreto Infrastrutture è chiaro, alcuni agenti di polizia non lo conoscono bene. Potresti essere fermato e multato per errore. La soluzione? Tieni sempre con te la copia della polizza temporanea e il documento che attesta la tua iscrizione a Federauto. Se ti contestano, chiedi di vedere il loro codice di procedura. La legge è dalla tua parte.

Il secondo: truffe. Non tutte le compagnie che offrono questa assicurazione sono autorizzate. Alcune sono finti broker. Controlla sempre che l’azienda sia iscritta all’IVASS. Cerca il nome sulla lista ufficiale. Se non c’è, non firmare nulla. Non vale il rischio.

Scena divisa: sinistra con polizia e polizza scaduta, destra con tablet che attiva assicurazione in 10 minuti, albero cresce dal decreto 2021.

Il mercato oggi e le prospettive per il 2025

Nel 2023, il mercato italiano delle assicurazioni temporanee per auto usate valeva circa 80 milioni di euro. Nel 2024, è salito a 120 milioni. Le previsioni dell’IVASS parlano di 150-200 milioni entro il 2025. Perché? Perché le vendite di auto usate sono cresciute del 7,3% nel 2022 e continuano a salire.

Oggi, il 45% delle concessionarie ufficiali usa queste polizze. Entro il 2025, si prevede che saranno il 70%. Perché? Perché le nuove generazioni di venditori non vogliono più pagare per auto che stanno ferme. Vogliono pagare solo quando vendono.

Le compagnie stanno reagendo. Genertel, Allianz e Unipol hanno lanciato prodotti simili a quelli di Nobis. La concorrenza sta abbassando i prezzi e accelerando i tempi di attivazione. Entro il 2024, il Ministero delle Infrastrutture vuole ridurre i tempi da 48 a 24 ore. E nel 2025, potrebbe arrivare un’app per attivare la polizza in 10 minuti.

Cosa fare se sei un privato e vuoi provare un’auto

Se sei un cliente, non devi fare nulla. È compito della concessionaria. Ma puoi chiedere: "La vettura è coperta da assicurazione temporanea per la prova?". Se ti rispondono di no, chiedi di vedere la polizza. Se non ce l’hanno, non salire in macchina. Non è un dettaglio. È una questione di sicurezza. Se l’auto non è assicurata, e succede un incidente, sei tu a pagare.

Non fidarti delle promesse. Chiedi la prova scritta. Se la concessionaria non ha la polizza, cambia negozio. Non è un problema tuo. È un problema loro.

Conclusione: un’innovazione che ha cambiato il mercato

L’assicurazione temporanea per prova su strada non è un semplice prodotto assicurativo. È un’innovazione normativa che ha sbloccato un mercato bloccato da anni. Ha reso le vendite di auto usate più veloci, più trasparenti e più sicure. Ha ridotto i costi per le concessionarie e ha aumentato la fiducia dei clienti.

Non è perfetta. Non è ancora conosciuta da tutti. Ma è l’unica soluzione legale, efficace e conveniente per chi vuole provare un’auto usata prima di comprarla. E nel 2026, chi la ignora, perde vendite. Chi la usa, vince.